Appuntamento in studio

E’ già entrando dal portone che mi scopro a rigirare lo sguardo per seguire le scritte che avvolgono l’atrio  e capire dove mi trovo: il Cortile del pensiero.
Mi avvolge l’ansia, ma decido di salire le scale tra oggetti, mobili, quadri, piante con e senza fiori  che catturano la mia attenzione e quasi dimentico che sono assorta e occupata dal pensiero di Chi incontrerò.
Suono il campanello e la porta dello studio si apre con uno scatto e un “ buongiorno”.
Il dottore mi invita cortesemente ad accomodarmi nella sala di attesa, immagino sia occupato con la persona che mi  precede.
Non mi dispiace la sosta perché posso continuare l’ispezione del luogo. Libri e quadri ricoprono le pareti quindi cerco di individuare autori conosciuti e mentre azzardo qualche collegamento vengo catturata dall’esplicito invito che attraversa la parete di fondo e del quale fotografo: “….si prenda cura di sé”.
In quell’istante il dottore mi indica lo studio.
Adesso tocca a me.