L’uomo sano e la sua scienza – Parte seconda


Entrerò nel merito delle supponenti teorie, ma brevemente per raccogliere, denunciando l’enorme disagio, l’arretratezza e i danni che le stesse hanno provocato all’uomo, continuando ad alimentare aspettative magiche per tutti e guadagni effimeri per pochi burattinai. Tutto ciò in nome di una scienza che, se va bene per le discipline naturali, è semplicemente riduttiva e non serve a nulla se applicata all’uomo.
Basta constatare che in tutte le discipline delle scienze naturali non c’è una sola legge che verifichi che un corpo è regolato dal movimento del desiderio e mosso dalla soddisfazione, come invece verifichiamo nei corpi viventi.
E’ necessario giungere fino all’uomo per constatare che esso è governato da un pensiero che si fa lingua comunicante talmente articolata e complessa da permetterci di formulare con certezza che non siamo più in presenza di un oggetto uomo, bensì siamo in presenza di un soggetto: cioè un essere dotato di una particolare unica e singolare conformazione di pensiero con una legge di moto che va a meta nel piacere della conclusione vantaggiosa di un rapporto, ed anche con una specificità insuperabile rispetto agli altri esseri viventi.
L’uomo è un essere di pensiero che dalla nascita si mette in relazione con altri (S&A).
L’uomo nella sua complessità non può più essere trattato come un oggetto da scienza naturale.

Immagine tratta da Catalogo delle opere di Ettore Gramaglia. Dialoghi tra padre e figlio, (n.162) Torino, LFLP, (2002)