Ho facoltà

Non necessariamente competenza personale e formazione scolastica sono in conflitto.
E’ ora di finirla con l’idea preconcetta che occorra un titolo conseguito in un ente pubblico -per esempio scuola- per avere facoltà!
Andiamo però con ordine e cerchiamo di capire meglio.
Partiamo da Freud, liberandoci dallo stupido quanto banale pregiudizio che sia superato: è tale la ricchezza dei suoi pensieri a confronto dei suoi (s)cavalcatori che anche quando ci troviamo di fronte a delle canaglie perverse il muro della resistenza è sempre totale.
Non si può scavalcare qualcosa che non si vede, che non si tocca, che non si capisce, se non si prova ad ascoltare, se non si ha dimestichezza si suppone solamente con il risultato di evitare, rinnegare, dimenticare e rimuovere.
Il muro della cecità, ovvero la psicopatologia, Freud lo indica in tutta la sua opera e cerca con modalità diverse di trasmetterlo, in primo luogo di elaborarlo per orientarsi nella sua ricerca.
In Nevrosi e psicosi del 1923 prova a riassumerlo così: “la nevrosi di traslazione corrisponde al conflitto tra l’Io ed l’Es, la nevrosi narcisistica a quello tra l’Io e il Super-io, la psicosi quello tra l’Io ed il mondo esterno” (1).

Per presentare il mondo psicopatologico nell’Introduzione alla psicoanalisi del 1915-17, Freud insegna che: “ Le nevrosi narcisistiche non sono praticamente aggredibili con la tecnica di cui ci siamo serviti nelle nevrosi di traslazione -cioè con la psicoanalisi-. Con esse, ci succede sempre che dopo un breve passo innanzi veniamo a trovarci di fronte ad un muro che ci intima l’alt. Anche nelle nevrosi di traslazione ci siamo imbattuti in tali barriere di resistenza, ma siamo riusciti a smantellarle pezzo per pezzo. Nel caso delle nevrosi narcisistiche la resistenza è insuperabile; possiamo tutt’al più gettare uno sguardo curioso al di sopra del muro per spiare cosa avvenga al di là.
I nostri metodi tecnici devono quindi essere sostituiti con altri; non sappiamo ancora se una simile sostituzione ci riuscirà.(2)
E’ questo uno dei punti cardini su cui Giacomo B. Contri, raccogliendo il testimone, introduce la Costituzione individuale (3) che si fonda sul fatto che l’uomo si autorizza da sé. Già Voltaire, nella conclusione del Candido, sosteneva che solo io so come si coltiva il mio giardino.
E’ il pensiero la costituzione del corpo: ciò aiuta a capire che il corpo può star bene o male a seconda del pensiero soggettivo, e che sono solamente Io che posso far accadere, attraverso il lavoro di riconoscimento: là dove era Es Io possa avvenire (4), meta di ogni psicoanalisi riuscita.
Ecco allora che Io ha la facoltà, perché la posizione giuridica soggettiva pone il diritto costituente della norma e fonda, in opposizione al dovere ed all’obbligo di avere o tenere un determinato comportamento.
La facoltà universitaria e qualunque attestato possono essere una buona aggiunta a ciò che il soggetto ha analizzato nel lavoro di sé stesso, ma non possono fare da piedestallo al soggetto.
Nella storia della psicoanalisi, per certi versi paradossalmente, Freud si rende conto che nella sua scoperta della nevrosi deve accettare una conseguenza necessaria: toglierla dalle mani dei medici, senza che ciò comporti l’umiliazione del medico.
E ciò potrebbe anche essere stimolante per il medico stesso, perché lo porrebbe in condizione di capire le problematiche delle quali si occupa negli effetti, liberandolo così da ciò che ipotizza la causa dei sintomi, introducendolo ad un nuovo modo di pensare.
Infatti è logico che il nevrotico vada dal medico ad esprimere i suoi sintomi, spesso però si trova di fronte ad un medico che non sa trattare la nevrosi, e non perché sia un cattivo medico, anzi, sarebbe incapace professionalmente e moralmente, se presumesse di saperle trattare!
E’ il medico allora a dover fare un salto e una volta fatto scoprirà che può diventare anche medico delle nevrosi, o comunque sceglierà lui e non per il titolo conseguito, ma per l’analisi fatta. La psicoanalisi è quel supplemento -non complemento- che perfeziona la medicina.
E’ importante tener presente che non tutte la persone si ammalano di nevrosi e quindi non necessariamente la psicoanalisi diventa la condizionesine qua non per star bene. E’ proprio il pensiero di natura (5) ad offrirci l’opportunità di sostituire alcuni metodi tecnici che Freud auspicava di riuscire a sviluppare per integrare i suoi lavori.
Però il problema a questo punto si fa complesso ed urgente, e non può essere affrontato socialmente per ciò che è nel complesso, ma ad personam.
Per esempio la formazione medica, come qualsiasi altra formazione, privilegia i dati e le competenze poste a sistema, cioè teorizzate ed organizzate in modo da soddisfare l’accesso ad individui pre costituiti e pre ordinati, dove la costituzione e l’ordinamento non possono essere quelli soggettivi, ma sono pre-stabiliti. Di qui la situazione può volgere in conflitto.
Quanti “psicoanalisti” non avendo colto l’importanza del muro di Freud e della differenza tra nevrosi di traslazione e nevrosi narcisistiche hanno teorizzato e sistemato la psicoanalisi in scuole parlando di formazione?
Quanti “psicoanalisti” hanno confuso quell’affacciarsi al muro per cercare quei metodi tecnici dei quali parla Freud, dimenticando o rinnegando l’alt?
Quanti giovani studenti, che s’affacciano allo studio di Freud, si sentono dire che per diventare psicoanalista occorre frequentare una scuola psicoanalitica riconosciuta?
Il fatto che un ente o scuola si arroghi il diritto di nominare psicoanalisti esclude automaticamente l’effetto di una tale nomina, perché il soggetto abdica al riconoscimento del proprio diritto.
E chi glielo dice agli studenti che costoro sono “canaglie perverse” che occupano posti alto-locati in un sistema che ri-produce nuovi “(s)cavalcatori” per costruire un sistema sociale che non può che diventare sempre più patologico?
Ciascuno potrebbe, riconoscendo ad Io le proprie facoltà.

1.Sigmund Freud, Opere, Bollati Boringhieri, Torino, vol. 9, pag. 614
2.Sigmund Freud, Opere, Bollati Boringhieri, Torino, vol. 8, lez. 26,Teoria della libido e narcisismo, pag. 573
3.La cattedra del pensiero:  www.giacomocontri.it  si vedano i video You Tube
4.E’ una delle più note frasi freudiane che caratterizzano la salute psichica: http://www.psicologo-gramaglia-torino.net/giancarlo_gramaglia/articoli/135-l-uomo-sano-e-la-sua-scienza-parte-terza.html
5.Giacomo B. Contri, Il pensiero di natura. Dalla psicoanalisi al pensiero giuridico, Milano, 2006, Sic Edizioni, 3° ed.