“Mi dica tutto ciò che le passa per la mente…”

Freud durante tutto il suo lavoro fa costante riferimento alla lingua parlata. In ogni momento il suo riferimento stabile è a ciò che al paziente viene in mente. Invita a dire qualsiasi cosa, anche ciò che sembra apparentemente inutile potrà rivelarsi significativa.
La conseguenza è che la regola psicoanalitica fondamentale consiste nel non abbandonare mai il “dire tutto, senza omettere alcunché di ciò che viene in mente”.(1)
Durante i cinquant’anni ed oltre della costante elaborazione e rielaborazione del suo lavoro rimane ininterrottamente ancorato nel prendere solamente in esame la lingua parlata del soggetto. Troviamo continuamente il riferimento alla lingua popolare in quanto oggetto delle sue indagini nelle sue opere: dal motto di spirito all’analisi laica, dall’ interpretazione dei sogni fino agli ultimi suoi scritti.
Questo modo di lavorare di Freud sulla lingua parlata è un capovolgimento sconvolgente e significativo di tutta un’epoca, basti osservare a come nel suo tempo Wittgenstein, Russell, o Frege trattassero e lavorassero il linguaggio.
Giacomo Contri nel 2004 chiama Logoclastia quel trattamento oltraggioso e di denigrazione che viene fatto da millenni alla lingua parlata: “un processo di diffamazione della lingua in quanto parlata: questa sarebbe irrimediabilmente imprecisa, equivoca, oscura, non rigorosa, insomma non logica, incompleta, inconcludente. Irredimibilmente terrena-terrona com’è, allora bisogna fondare una logica con un “linguaggio” senza corpo (salvo il “corpo” del computer). E’ il lacaniano “discorso del padrone” moderno”.(2)
Freud si serve di ciò che viene prodotto dal parlante in quanto atto corporale del dire per fondare la sua scienza esattamente all’opposto di ciò che certi altri luminari del tempo, come Chomsky, mettono in evidenza.(3)
Freud riesce a capovolgere il concetto astratto di lingua impegnando ciascun soggetto parlante a recuperare la capacità di riconoscere la sua salute nella competenza del suo dire, e non in riferimento ad un astratto modello, ma alla concreta azione reale del pubblicare il proprio pensiero.
Questo significa riconoscere l’unità di filosofia-psicologia come il fondamento dell’uomo, e significa far passare a scienza, in quanto conoscenza dell’uomo, ciò che per millenni è stato affidato al governo delle religioni: finalmente tu singolo uomo puoi riconoscere e fondarti sul tuo diritto costituzionale!
Sarà Contri ad indicarcelo in un primo diritto inalienabile, dichiarando sovrana la competenza giuridica ed economica soggettiva(4) , cioè riconoscendo nella resistenza alla psicoanalisi la vecchia costituzione, quella dei millenni trascorsi, individuata da Freud e chiamata nevrosi.
E’ fondamentale chiedersi quale sia la differenza tra la vecchia costituzione e la nuova, tra ciò che Freud scopre nella lingua parlata e quella che Contri ordina nell’azione dell’appuntamento.
Freud scopre un uomo patologico che parla attraverso le teorie: dell’istinto, della natura, dell’innamoramento, dell’essere, della religione.
Contri rivoluziona l’ordine di questo moto pulsionale in azioni che conducano a frutti, a soddisfazione, all’appuntamento, e non all’ordine di cose precostituite, non all’essere per l’essere, non più a teorie.
Perché è così importante dire tutto ciò che viene in mente?
Perché è solamente attraverso il riconoscimento della propria nevrosi, attraverso il farsene consapevolezza, che può avvenire la ragione della competenza giuridica, quella ragionevolezza del bambino colto da cui ciascun uomo è partito e che riconduce alla tranquillità del proprio ordine.
“Scherzando, si può dire di tutto, anche la verità”, Sigmund Freud.(5)

1. Per le diverse esposizioni della regola psicoanalitica fondamentale si veda in particolare delle O.S.F. Bollati Boringhieri, nel vol. 6 Tecnica della psicoanalisi (1911-1912) pag. 513-541, e nel vol. 7 Nuovi consigli sulla tecnica della psicoanalisi (1913 -1914) pag. 329-374.
2. http://societaamicidelpensiero.it/wp-content/uploads/041117BB_GBC3.pdf
3. Si veda il testo SAP di Alessio Muscio: http://societaamicidelpensiero.it/6-lezione-wittgenstein-o-limpossibilita-logica-dellamore/
4.https://www.youtube.com/watch?v=5cSYhL6UleE
5. Scherzosa l’apertura dei video di Contri in cui dice: “A voi le cose non vengono in mente. Il giorno buono per voi sarà quando le cose vi vengono in mente!”. https://www.youtube.com/watch?v=uwWKuSaGiPI