Soffri di disturbi alimentari a Torino?

disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono caratterizzati da disfunzioni delle abitudini alimentari e da condotte alimentari patologiche rivolte al controllo del peso e dell’immagine corporea. L’origine dei DCA è molteplice, essendo collegata a fattori psicologici, biologici, familiari e socioculturali. Sono molto più comuni nei Paesi occidentali e insorgono generalmente nell’adolescenza, colpendo soprattutto soggetti di sesso femminile.

Giancarlo Gramaglia Psicologo Psicoanalista Psicoterapeuta a Torino

I disturbi alimentari si stanno diffondendo anche tra gli uomini e i bambini, pur rimanendo un problema tipicamente femminile. Quelli più frequenti sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il più recentemente definito disturbo da binge-eating. La loro complessità consiste nel fatto che sono potenzialmente dannosi tanto alla salute fisica quanto a quella psicologica, strettamente correlate. Proviamo a capire meglio.

Anoressia nervosa

Le caratteristiche principali dell’anoressia nervosa sono la ricerca ossessiva della magrezza e la paura constante di ingrassare pur essendo sottopeso, questioni intimamente connesse all’alterazione dell’immagine corporea. 

Tale percezione distorta del proprio corpo porta la persona a mettere in atto dei comportamenti estremi con lo scopo di dimagrire rapidamente, quali sottomettersi a lunghi periodi di digiuno anche se si ha fame, a intensa attività fisica e all’assunzione impropria di lassativi o diuretici.

Le conseguenze dell’anoressia nervosa possono essere molto gravi, compromettendo il buon funzionamento degli organi, soprattutto il cuore, se si arriva a un quadro accentuato di denutrizione, che può portare alla morte improvvisa se non trattato in tempo. 


Una delle difficoltà nel trattamento degli anoressici è che raramente questi ritengono di aver un problema. Questo perché, pur presentando un indice di massa corporea bassissimo, la persona con anoressia non riesce a valutare oggettivamente il proprio corpo, cercando di dimagrire sempre di più al fine di raggiungere un’ideale di perfezione irrealizzabile.


Come trattare l’anoressia nervosa?


È essenziale nel trattamento del paziente anoressico lo sviluppo delle capacità di autoregolazione degli stati affettivi che sono mancate nei rapporti interpersonali primari, oltre all’elaborazione delle distorsioni cognitive e delle relazioni oggettuali interne. Una relazione psicoterapeutica, associata a un accompagnamento medico e nutrizionale, sarebbe la miglior indicazione a questo fine, coinvolgendo altresì tutta la famiglia del paziente, se possibile. Il ricorso all’ospedalizzazione deve essere anche considerato, a seconda della gravità del disturbo.

Bulimia nervosa

 

Nella bulimia nervosa invece la persona presenta un peso corporeo relativamente nella norma ed è caratterizzata dal mancato controllo dell’impulso rivolto al cibo, mettendo in atto comportamenti ricorrenti e incontrollati di abusi alimentari o abbuffate. Questi vengono compensati con il vomito autoindotto e con l’uso inappropriato di lassativi, diuretici o altri farmaci allo scopo di contrastare l’aumento del peso. Possono essere presenti anche, così come nell’anoressia, periodi di digiuno e pratica esagerata di attività fisica. Il bulimico entra quindi in un ciclo vizioso di preoccupazione estrema per il peso, restrizioni, abbuffate e condotte compensatorie, che, se protratte nel tempo, possono portare a una serie di complicazioni per la salute, quali gravi alterazioni dell’equilibrio elettrolitico che possono indurre a un arresto cardiaco, oltre a disidratazione, danno allo smalto dentale, disturbi gastrointestinali e altri. 

 

Come si tratta la bulimia nervosa?

 

disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono caratterizzati da disfunzioni delle abitudini alimentari e da condotte alimentari patologiche rivolte al controllo del peso e dell’immagine corporea. L’origine dei DCA è molteplice, essendo collegata a fattori psicologici, biologici, familiari e socioculturali. Sono molto più comuni nei Paesi occidentali e insorgono generalmente nell’adolescenza, colpendo soprattutto soggetti di sesso femminile.

 

Binge Eating

 

 

Il binge-eating disorder, o disturbo da alimentazione incontrollata, colpisce tanto gli uomini quanto le donne e perlopiù persone che presentano un alto indice di massa corporea, al contrario dell’anoressia e della bulimia. Tale disturbo è definito da ricorrenti episodi di abbuffata non accompagnati però da strategie compensatorie come succede nella bulimia. Possono esserci dei tentativi di seguire delle diete incongrue, che tendono costantemente al fallimento e scatenano spesso assunzioni incontrollate di ingenti quantità di cibo in breve tempo fino a sentirsi spiacevolmente pieni, suscitando sentimenti di colpa, vergogna, inadeguatezza e disgusto verso se stessi. Le abbuffate nel binge-eating, se frequenti, portano spesso a un quadro di sovrappeso o obesità, che può comportare alterazioni metaboliche, disturbi cardiaci, pressione arteriosa elevata e ulteriori complicazioni. La differenza tra gli individui obesi non affetti da questa condizione e tra chi la presenta risiede nella maggior paura di quest’ultimi di ingrassare, nella più intensa insoddisfazione per il proprio corpo e nell’acquisizione continua di peso pressoché durante tutto l’arco di vita.

È fondamentale pertanto un percorso terapeutico che indaghi la storia personale dell’individuo, al fine di agevolare il cambiamento di convinzioni disfunzionali e atteggiamenti disadattivi, facendo sì che il cibo non sia più il centro principale del piacere e che il soggetto possa (re)agire puntando al proprio benessere. Affinché tali trasformazioni siano possibili è necessario, così come nel caso degli altri disturbi alimentari presentati, un supporto familiare e multiprofessionale. 

 

 

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