Perché nella giornata della Costituzione italiana non prendere atto che esiste la Costituzione individuale che ha prodotto e continua ad elaborare un lavoro di civiltà attraverso il moto pulsionale di ogni uomo?
Il 17 marzo del 1861 il Re Vittorio Emanuele II da Torino, di fronte alla camera e senato riuniti, proclamava la Costituzione dell’unità del Regno d’Italia. La giornata della Costituzione italiana ha lo scopo di ricordare e promuovere i valori di cittadinanza, base di una positiva convivenza civile, nonché di riaffermare e di consolidare l’identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica della realtà esterna sociale.
Questo è sicuramente un importante punto di riferimento per la civiltà.
Parlo e valuto la realtà esterna sociale con le sue pecche sapendo che esiste una certa perplessità a giudicare il nostro paese democratico; perlomeno è un giudizio benigno, certo altri paesi stanno peggio, c’è comunque una insoddisfazione che è nella cultura ed è stato Freud ad individuarla molto bene nel testo del 1929 tradotto con il disagio della civiltà.
La cultura produce insoddisfazione perché l’individuo non riesce a giungere a meta, è spinto nella società di massa a non soddisfare le pulsioni e ad afferrare i sostituti più sconcertanti. Seguendo la spinta e l’orientamento sociale il soggetto diventa aggressivo, malato, soffre: non riesce che ad individuare delle fittizie mete ideali di benessere, sostenuto da credenze raffazzonate e di facile consumo.
C’è da chiedersi dove sia finita la spinta di quel bimbo che cercava rassicurazioni da chi sapeva fornirgliele, che viveva nella sicurezza di ciò che lo circondava, che era capace di andare a cercare la soddisfazione quando gli veniva a mancare. Rimosso tutto?
La cultura gli ha chiesto di diventare adulto, ma cosa gli ha offerto?
Guerre, disastri di ogni genere ancorati a delle credenze di una presunta armonia prestabilita idealizzata e mai ancora consolidata.
Freud mettendo in luce tutto ciò ci ha lasciato un’altra eredità.
Ha denunciato la cultura definendola chiaramente una insoddisfazione patologica e Giacomo Contri riprendendone l’eredità ha elaborato la costituzione individuale affermando che l’uomo è una costituzione fondata sul pensiero del moto a meta del corpo articolato in ciò che Freud ha definito pulsione. Questo soggetto dotato di costituzione è sovrano, tale vi nasce ed è attivo, costruendo leggi di moto verso la soddisfazione, vi ha cura, perlomeno nei primi anni di vita, poi inizia l’abdicazione, e va a perdere la sua sovranità.
E’ necessario un richiamo di ritorno a tutto ciò, é necessario recuperare quel colto prima della cultura. Occorre coniugare l’ordine sociale con la costituzione individuale e questa coniugazione, grazie ai lavori della Società Amici del Pensiero, la chiamiamo il regime dell’appuntamento1.
Infatti la costituzione individuale tenderebbe a stare bene, a vivere in salute, in pace e serenamente.
Lavora per una civiltà dell’appuntamento che è corpo individuale di ciascuno, non esiste il corpo sociale. La Costituzione italiana non ha un corpo sociale.
E’ il singolo il legislatore che nell’appuntamento riunisce in sé i tre poteri legislativo, esecutivo giudiziario, non in contrapposizione, ma in amicizia con il secondo diritto, con la Costituzione statale.
La civiltà dell’appuntamento è costituente il diritto nella sua pienezza, non ha nulla a che fare con un ordinamento che presupponga un’armonia prestabilita, che anteponga un a priori tra il corpo e la realtà esterna al corpo.
La soddisfazione del corpo nel suo rapporto con la realtà esterna non può che avvenire attraverso l’appuntamento, che vuol dire lavoro in partnership per i soggetti coinvolti.
La civiltà dell’appuntamento potrà essere solamente pacifica, salutare e profana: ed è ciò che andiamo in ogni momento del nostro lavoro a confrontarci e scontrarci nell’attuale cultura: violenta, sofferente e confessionale.
Non sempre il nostro lavoro ha successo! Freud diceva di non dimenticare che l’intelletto – la ragione – è uno dei poteri dai quali è lecito attendersi un’influenza unificatrice sugli uomini: su questi uomini così difficili da tenere uniti e quasi ingovernabili2.
E’ fondamentale ricordare che se non esistesse la prima costituzione, quella del soggetto, la seconda costituzione italiana o di qualunque altro paese non esisterebbe. E’ solamente grazie all’esistenza della prima che oggi possiamo parlare di Costituzione italiana o di qualunque altra nazione.

1.Si veda l’imprescindibile lavoro che SAP sta facendo in tal senso: http://www.giacomocontri.it/
2.O.S.F. vol. 11, Introduzione alla psicoanalisi, Lezione 35, una visione del mondo, pag. 274