Per uscire dal mito occorre smettere di credere. Occorre abbandonare l’illusione: illusione e conoscenza non vanno a braccetto.
Uscire dalla caverna vuol dire uscire dall’Edipo, cessare di auto ingannarsi ed iniziare l’ordinamento del proprio Io che è lavoro produttivo di soddisfazione con altri.
Edipo incontra Laio all’incrocio di quel luogo dove ciascun figlio non può evitare quel paio di individui che man mano conoscerà chiamandoli convenzionalmente genitori. Non può nemmeno far finta che non gli abbia dato il passo: Laio era davvero prima di lui!
Conoscere e riconoscere non sono il medesimo atto dello stesso tempo: possiamo pensare che sia trascorso il tempo che dall’ingenuità porta, quando porta, all’utilizzo del proprio intelletto per ringraziare dell’eredità e rilanciare la propria verità, e non restare ancorato alla colpa dell’uccisione insaputa.

175 r1Viene da chiedersi perché ci si vuole auto ingannare, perché è meglio credere che conoscere, perché restare in caverna?
Perché non andare fuori dalla caverna, forse con un altro che potrebbe essere partner?
Sovrastato ed appesantito, il cavernicolo regge il mondo di cartapesta, inginocchiato da un peso che è solamente frutto della sua credenza, dove da millenni produce illusioni di massa. Così facendo permette al “divino Platone” di restare tra i supposti saputi con pochi altri “padri” governati sempre dall’alto.
I cavernicoli di Platone non sono altro che le masse sociali che popolano il mondo odierno.
Lo sguardo del bambino resterà crucciato e perplesso in eterno?
Ascolterà la spinta dalla sua legge oppure solamente le ombre risulteranno protagoniste?
No. L’eredità paterna permette al bimbo di appropriarsi della totalità delle legge. Per questo resta perplesso di fronte al giocattolo di plastica, non cede, e lavora per permettere alla sua legge di trovare la via della soddisfazione onorando il 19 marzo.

Immagine O.E.G. n. 175 “Il bambino: l’avvenire di una illusione?”1

1.Opere Ettore Gramaglia Dialoghi tra padre e figlio, LFLP, Torino (2002), pag 137, olio su tela (40X30)