Star bene, essere sereno e soddisfatto, avere dei rapporti soddisfacenti, raggiungere mete che piacciono sono obbiettivi che ciascuno può raggiungere se riconosce e mette in atto le procedure che gli permettono un pensiero consapevole.

Cosa intendo dire?

Posso affermare con sicurezza che ciascuno ha un capitale di risorse che non conosce perché la cultura in cui è vissuto gli ha richiesto dei sacrifici pulsionali che hanno rappresentato delle rinunce e delle espropriazioni molto consistenti.
Scoprire il proprio Colto, mettere in luce il proprio capitale, il tesoro del soggetto, è un atto doveroso in primo luogo nei confronti di sé stessi ed anche verso coloro che sono stati costretti a recitare inconsapevolmente la parte degli espropriatori e degli aguzzini.

Cosa intendo dire?

Prendere sé in cura vuol dire iniziare ad amare in primo luogo il proprio pensiero, saperlo riconoscere dalle tante identificazione ed idealizzazioni che l’hanno fuorviato, che hanno umiliato il Colto, che l’hanno negato, rinnegato e rimosso.
Prendere cura di sé significa confrontare, pubblicare, incontrare, articolare la propria storia con un altro (psicoanalista) in modo che io possa, davanti al tapis roulant della vita, finalmente riconoscere l’io-corpo: quel tutt’uno con me stesso che mi fa star bene nel pensiero-azione.
In questo modo posso diventare protagonista del mio futuro perché saprò finalmente orientarmi verso quelle mete che sento soddisfacenti, che mi onorano e mi rendono felice.
Si tratta di un lavoro a due da pubblicare rivedendo dei passaggi di vita che sono stati troppo frettolosamente accantonati e rimossi. Ritrovarli, ossia estrarli dalla polvere della memoria per non permettere che sia sufficiente dimenticare – perché non si dimentica proprio mai nulla, ma si rinnega solamente – sarà la strada che ci permetterà di imparare dagli errori per incontrare finalmente i quattro punti cardinali e sapere dove andare.
Si tratta di raggiungere quella sicurezza e consapevolezza che ciascun bimbo ha acquisito quando con scrupolo ed attenzione ha imparato a pronunciare le parole ripetendo i suoni prodotti da altri fino a che la sua pronuncia gli fosse stata soddisfacente, mettendo così a punto il proprio apparato fonatorio.
Si tratta di avere ben chiaro che è l’unico ed il più importante lavoro che ciascuno può intraprendere per sé nella vita.


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