Il corpo dell’uomo si pone ad un terzo livello.
Ad un primo livello il nostro corpo può essere equiparato ad una massa inorganica composta di materiale di diverse tipologie chimico-fisiche paragonabili a diverse materie che conosciamo nelle sostanze inanimate (acqua, calcio, ecc…). Il corpo anatomico della medicina è costituito con questi criteri.
Ad un secondo livello il corpo può essere equiparato ad un organismo mobile organizzato attraverso un sistema nervoso in grado di muoversi a seconda delle direttive ricevute: funzionale a situazioni le più diversificate.
Possiamo dire che i primi due stadi anatomico ed organico sono confacenti ad un sistema che chiamiamo naturale o fisico e rientrano in un ordine scientifico di classificazioni sistematiche adeguato a seconda delle diverse discipline che prendono in esame il corpo.
Al terzo livello il nostro corpo è meta-fisico, dove il prefisso meta indica un di più del contingente, una generalità che si apre sul possibile. Questo di più, questo oltre, è il pensiero che si pone come organizzatore e costituente il soggetto pensante. C’è discontinuità con i primi due livelli: il corpo in quanto produttore di pensiero è un tutt’uno con il corpo in ogni particolarità di ciascun livello, inscindibile, ma al di là costituente una unità.  E’ controproducente e fuorviante, perciò non produttivo, ritenere che il secondo livello si suddivida in un essere materiale e spirituale: nel senso che fissa l’uomo ad un essere in sé: immobile, statico e malato, privato di quel bambino colto che è fondamentale per ciascuno incontrare o meglio riconoscere. Riconoscimento che può avvenire solamente attraverso la presa in carico della propria norma soggettiva.
Questa tripartizione a mio avviso si adatta ad una visione molto riduttiva che oggi la cultura propone al sociale dell’uomo, ma la tripartizione non c’è perché l’uomo è un tutt’uno unitario: ciascuno è costituito e costituente a partire dal proprio pensiero che si va facendo con l’universo nelle possibili relazioni. Meglio: a partire dalla civiltà l’uomo è solamente un colonizzato e mai un colonizzatore, se non a brevi periodi storici. E’ solamente a partire dal soggetto che le situazioni civili possono cambiare.


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