Una persona un giorno si trova in casa da sola, un po’ depressa, per qualche cosa che le è andato storto. Che cosa fa? Può darsi che le venga una buona idea, anche questa è imprenditoria, le può venire l’idea di prendere il telefono e di chiamare un amico dicendo: “Dai, usciamo a cena insieme, facciamo due passi!”. E’ un atto imprenditoriale per la produzione di un desiderio. Se in un momento di depressione, di stanchezza, suono all’amico, sto compiendo un atto formale di domanda: “Fammi venire voglia di qualche cosa, perché la mia depressione consiste nel non aver voglia di niente!”.
Il desiderio è qualcosa che riceviamo da fuori.
L’impianto è quello ereditario: è questa la fonte dei desideri. La presenza o meno del desiderio rende l’uomo libero o schiavo, erede o non erede. La vecchia formula, il principio della leva cita: “Datemi dei punti d’appoggio e vi solleverò il mondo”.
G.B. Contri ne propone una nuova: “Datemi il desiderio e vi solleverò il mondo”. E’ il desiderio che fa la potenza, non sono i muscoli.
E’ uno di quegli insegnamenti che tutto il novecento non ci ha trasmesso, perlomeno nella sua prima parte, perché sembrava tutta una faccenda di muscoli. Basti pensare alle rivoluzioni, alle guerre e a tutte le forme di violenza!
Il desiderio è stato ridotto a una faccenda intima, ma quel che conta poi sarebbero i muscoli di tante specie, non solo quelli legati alle ossa, perché lì, ci sarebbe la vera forza. La forza, al contrario, è avere un desiderio! E’ l’esistenza degli imprenditori.
Cos’è dunque un imprenditore?
Oggi occorrono diversificate inventive per costituire un’ impresa ed avere i successi per esempio della Fiat; non è sufficiente riferirsi ai vari Bill Gates, è proprio un altro tempo.
E’ il tempo del riconoscimento o meno della psicopatologia, dove le imprese sono in un tutt’altro ordine: dall’arte, all’artigiano, dalla didattica ad ogni modalità di pensiero che può rendere, se c’è desiderio, e dove il lavoro non è né comando né costrizione.
E’ il desiderio che fa l’imprenditore, l’obbligo fa lo schiavo.

 


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