Ieri sono salito sulla Mole Antonelliana a vedere la folla attorno a Papa Francesco in piazza Vittorio Veneto a Torino.
Il suggerimento all’articolo mi è giunto dal pensiero di un “Think!” di Giacomo B. Contri1 che riporta un’intervista in cui Papa Francesco cita Freud2:
” Non mi piacciono le interpretazioni ideologiche, una certa mitologia di Papa Francesco. Quando si dice per esempio che esce di notte dal Vaticano per aiutare a dar da mangiare ai barboni in via Ottaviano. Non mi è mai venuto in mente. Sigmund Freud diceva, se non sbaglio, che in ogni idealizzazione c’è un’aggressione. Dipingere il Papa come una sorta di superman, una specie di star, mi pare offensivo. Il Papa è un uomo che ride, piange, dorme tranquillo e ha amici come tutti. Una persona normale”.

Quindi non mi sbaglio se sostengo che il Papa coglie l’idealizzazione relativa alla sua figura e di conseguenza non può non sapere che ogni idealizzazione porta inevitabilmente alla sudditanza: a me è venuto lo sconforto a percepire l’enorme sudditanza che ho visto ieri dalla Mole.
Le ideologie mantengono il mondo in un perenne conflitto e alimentano l’aggressività e le guerre.
Com’è possibile che Papa Francesco occupi un posto così ideologico pur rendendosene conto?
Occupa quel posto perché è il male minore!
In ogni caso quel posto verrebbe occupato da qualcuno che molto probabilmente non citerebbe e forse nemmeno conoscerebbe Freud.
Un Papa che cita Freud favorisce la diffusione del pensiero sano di salute a ciascun uomo.

Grazie Francesco.

1 Think! del 22-23 marzo 2014.
2 Intervista a Papa Francesco. Corriere della sera, 5 marzo 2014 di Ferruccio de Bortoli.

 


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