Ridurre il numero delle persone disarmate psichicamente scriveva, Freud nel 27.
Dal 1980 Freud è anche a Torino, al Cortile del pensiero al Laboratorio di Formazione e di Lettura Psicoanalitica (LFLP).
Da tempo denuncio che più aumenta il malessere personale tanto è maggiore l’identificazione della politica con il governo. Ci sono da sempre andati a nozze malessere e sfruttamento: ogni dittatura ha utilizzato questa situazione blaterando democrazia!
Preciso meglio questo punto nodale per il sistema sociale, ed invito ciascuno ad approfondirlo, per esempio seguendo i lavori che il Laboratorio Psicoanalitico di Torino  (LFLP) porta avanti in città o sul nostro sito.
La questione ha a che vedere con il colonialismo mentale. Maggiormente una persona è priva di iniziativa, è ripetitiva,  routinaria, prevedibile e più facilmente è governabile: con i farmaci stupefacenti, con gli obblighi etici e morali, con le restrizioni di ogni tipo. Dall’ospedale psichiatrico alla febbre del sabato sera il quadro è identico: persone annoiate che vivono nella miseria psichica, e poi il carnevale una tantum.
L’uomo è una realtà pubblica fondato sul suo pensiero, se rinuncia a ciò rinuncia a sé stesso. L’apparato sociale, non tiene conto che l’uomo ha una propria dignità: viene umiliato perché trattato come massa, nel clan, a gruppi, come appartenente al partito, aggregazioni di ogni tipo, ma mai singolarmente, tuttalpiù quando va bene diventa un ruolo che ricopre nel sistema.
La questione che denuncio è molto grave, se non si cambia rotta, se ciascuno non comprende che il sistema sociale in primo luogo è costituito da soggetti pensanti che posseggono la chiave per capovolgere il sistema sociale così com’è, produrrà solo e sempre delle persone depresse, cioè dei malati.
Queste problematiche le ha già denunciate Freud, psicoanalista, scrivendo Il disagio della civiltà nel 1929.


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