La famiglia è in una primaria posizione di trasferimento di informazioni tra la civiltà-cultura e il pensiero individuale del bambino dal cappello giallo, spesso si parla di primo anello di trasmissione.
Ci sono modalità diverse per trasferire (transfert) nozioni, per aiutare il soggetto a sviluppare le proprie potenzialità.
Per intanto queste potenzialità-competenze vanno riconosciute.
Per focalizzare il problema e renderlo maggiormente comprensibile lo estremizziamo per rendere più efficace la comprensione attorno a due posizioni contrapposte.
Per un verso ciò significa che il bambino è vissuto dall’adulto come una lavagna bianca in cui vengono scritte le nozioni, dove evolutivamente cresce acquisendo quelle letture necessarie per essere idoneo ad occupare una certa posizione sociale dalla quale potrà ottenerne vantaggi perpetuando il sistema vigente nell’apporto di più o meno significative variazioni.
Per un’altro verso il bambino è in relazione con l’adulto in quanto competente e potenzialmente capace di occupare una posizione di scambio nella misura un cui l’adulto è in grado di cogliere i benefici e di correggere e via via modificare i propri pregiudizi nei confronti del bambino dal cappello giallo.
Da questa contrapposizione viene già in tutta evidenza quale sia la portata enorme del problema: se è vero, come Freud ci ha indicato, che il piccolo Hans aveva già tutte le potenzialità di suo, si tratterà di seguire Contri per capire cosa significa quando afferma che a due anni il bambino dal cappello giallo ha già superato Mozart per ben due volte.


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